Una nuova intervista realizzata dagli amici dell’Ideale Bari Calcio(leggi la loro intervista su CommunityFootball.it QUI) su idealebari.org/, oggi è la volta della bella storia che arriva dalla Puglia con il percorso di successo dell’associazione ‘Il Fasano siamo Noi’ che da tempo è alla guida dell’US Città di Fasano.

LE NOSTRE INTERVISTE DI SPORT POPOLARE, PARTE IX: ASS. IL FASANO SIAMO NOI

COME SPIEGHERESTI IL CALCIO POPOLARE AD UNA PERSONA CHE NON NE HA MAI SENTITO PARLARE?

Come lo spiegherei… spiegarlo a parole non è così semplice, come tante cose della vita, per capirne il senso reale, è sempre preferibile viverle in prima persona. Per noi rappresenta una scommessa, per certi versi un’utopia, perché non abbiamo fondato una nuova squadra (come molti esempi di calcio popolare) ma siamo riusciti ad essere i protagonisti della squadra storica della nostra città, quella che ci ha fatto innamorare di questo sport sin da bambini. Il che amplifica e dà maggiore valore a quello fatto fino ad oggi.

Raccontare le emozioni che si provano è praticamente impossibile.

QUANDO NASCE IL PROGETTO? QUALI SONO I VOSTRI OBIETTIVI?

Il progetto nasce da molto lontano. In diverse riunioni di gruppo e di curva si era sempre fantasticato su questa ipotesi, un po’ per scherzo, un po’ per follia, spesso se ne discuteva e ci si ragionava su come sarebbe stato affrontare una situazione simile e diventare i protagonisti indiscussi della storia della nostra squadra del cuore. Poi gli eventi hanno forzato la situazione e, quasi per necessità, siamo stati costretti a “scendere in campo” per salvaguardare quello che da sempre nella nostra città ha significato tanto, forse tutto, per molti di noi, per i nostri padri e per i nostri nonni. Non abbiamo la controprova ma quasi sicuramente, come capitato a diverse società, se non fosse stato per la nostra perseveranza, non avremmo avuto più una squadra di calcio. Ufficialmente l’A.P.S. IL FASANO SIAMO NOI, nasce il 22 gennaio del 2016 con la prima campagna di tesseramento, allorquando la squadra militava nel campionato di Promozione regionale. A distanza di 5 anni, partecipiamo al campionato di Serie D nazionale raggiungendo anche la finale di Coppa Italia LND (su 170 squadre), che per noi rappresenta un grosso traguardo e ci inorgoglisce. Gli obiettivi futuri sono tanti e variegati, non ci poniamo limiti su niente, dal calcio giocato alle attività extra, dal sociale alla crescita generale della nostra splendida cittadina. Abbiamo tante lacune, ma allo stesso tempo tanti margini di miglioramento su tutto; quello che abbiamo fatto fino ad oggi, rappresenta un granello di sabbia rispetto a quello che sono le idee, i progetti e i programmi futuri.

PERCHE’ AVETE SENTITO L’ESIGENZA DI CREARE UN GRUPPO DI CALCIO POPOLARE?

In realtà non ne abbiamo sentito l’esigenza, ma è stata una necessità, come spiegato nelle righe precedenti, il rischio serio e concreto sarebbe stato di non avere più una squadra di calcio nella nostra città e sarebbe stato un duro colpo, per quello che negli anni ha significato per ognuno di noi. Tutti noi conosciamo gli aspetti sociali e quotidiani che ti regala una squadra di calcio, accomuna tutto un popolo sotto un simbolo, una bandiera, due colori, senza distinzione alcuna. A maggior ragione in una comunità medio-piccola come la nostra.

COM’è ORGANIZZATA LA GESTIONE COLLETTIVA DEL PROGETTO?

La gestione collettiva del progetto è formata da un direttivo esecutivo con a capo il presidente (eletto attraverso la votazione degli oltre 800 soci), il vice presidente, il segretario e il tesoriere. Poi ci sono i membri del direttivo, ad ognuno dei quali è assegnato un incarico operativo (logistica, settore eventi, area solidale, area comunicazione, ecc.).

Poi c’è la parte prettamente tecnico sportiva, la quale abbiamo preferito affidarla a gente esperta e di fiducia con la supervisione di alcuni elementi dell’associazione. Uno dei settori al quale l’associazione dedica più attenzione è il settore giovanile, al quale vengono destinate la maggior parte delle risorse (acquisto furgoni per gli spostamenti, acquisto attrezzature e forniture, ecc.), perché rappresenta il nostro futuro sotto ogni punto di vista. Saranno i futuri uomini e cittadini della nostra terra.

UN EPISODIO O UN MOMENTO CRITICO DI PARTICOLARE SIGNIFICATO NELLA VOSTRA STORIA CHE HAI VOGLIA DI CONDIVIDERE CON NOI?

Uno degli episodi più critici in assoluto, che poteva significare la nostra FINE prima ancora di essere nati è quello che successe subito dopo il nostro insediamento, precisamente durante la finale di coppa Italia di Promozione in quel di Gravina contro il Cerignola. In poco tempo eravamo riusciti a riaccendere un entusiasmo ormai sopito ed eravamo riusciti a coinvolgere praticamente tutta la città portando sulla murgia circa 1.000 fasanesi festanti. Era il 18 febbraio del 2016, praticamente qualche settimana dopo la nostra fondazione ufficiale, ed eravamo consapevoli di cosa significasse per noi quella gara a prescindere da come sarebbe andata a finire sul campo. In cuor nostro noi avevamo già vinto.

Per questo organizzammo la trasferta in ogni minimo dettaglio, evitando qualsiasi cosa potesse compromettere il nostro destino, anche perché nonostante tutto regnava lo scetticismo generale, visto che mai da nessuna parte gli Ultras erano diventati i protagonisti di un progetto così grande ed importante, ragion per cui non volevamo e non dovevamo sbagliare niente. Purtroppo così non fu e, nonostante sia filato tutto liscio fino al 90°, il gesto avventato di un singolo ha rovinato una giornata storica quanto importante: un potente petardo lanciato in campo scoppiò in mano ad uno degli steward presenti in campo (tra l’altro di Fasano e socio del nostro progetto).

I giorni seguenti furono tragici e durissimi da gestire, anche perché si potevano vanificare mesi e mesi di duro lavoro. Ci siamo stretti, ci siamo guardati negli occhi , ci siamo fatti forza e siamo andati avanti… ma il nostro futuro, se prima di quella sera era incerto, lo divenne maggiormente.

Ma come si suol dire quando nasci e cresci nella difficoltà, cresci meglio!

LE REALTA’ DI CALCIO POPOLARE STANNO AUMENTANDO DA NORD A SUD. PENSI CHE L’IPOTESI DI CREARE UNA SORTA DI “LEGA INDIPENDENTE” AVREBBE SENSO O SAREBBE PIU’ GIUSTO RESTARE NEI CIRCUITI “UFFICIALI” PER CONTINUARE A VEICOLARE I NOSTRI VALORI? 

Abbiamo pensato anche a questa ipotesi, ma una lega indipendente potrebbe avere senso solo se le associazioni come la nostra iniziassero ad avere maggiori funzioni in diverse società professionistiche e dilettantistiche, per avere maggiore voce in capitolo e spostare gli assetti che da tempo sono radicati nelle varie federazioni. Al momento riteniamo sia più giusto veicolare i nostri valori attraverso i circuiti “ufficiali” come abbiamo già provato a fare, chiedendo l’estromissione dai palinsesti delle scommesse sportive e promuovendo altre iniziative dello stesso tenore etico. Solo con la costanza e operando correttamente si può iniziare ad avere voce in capitolo, ma ci vuole tempo e pazienza… tanta pazienza.

COSA VI GRATIFICA PIU’ DI TUTTO DEL VOSTRO PROGETTO? C’E’ STATO UN PARTICOLARE EPISODIO CHE RACCHIUDE MEGLIO IL SENSO DI QUELLO CHE FATE? 

In realtà non c’è un singolo episodio, ma sono tanti episodi messi insieme che ci gratificano enormemente del lavoro fatto fino ad oggi e del livello raggiunto. L’aver raggiunto il semi professionismo in così poco tempo, aver riacceso una passione, aver raggiunto 4 finali di coppa Italia a tutti i livelli in solo 5 stagioni, aver portato 5.000 persone in trasferta, aver aiutato tante associazioni di volontariato del territorio… la lista di episodi significativi potrebbe essere lunga.

Diciamo che siamo orgogliosamente fieri di fare qualcosa di importante per nostra amata città!

ALLA LUCE DELLA DERIVA REPRESSIVA IN ATTO IN ITALIA DA MOLTI ANNI, PENSI CHE IL CALCIO POPOLARE SIA UNA RISPOSTA EFFICACE DA PARTE DEL MOVIMENTO ULTRAS?

La deriva repressiva ormai in atto in Italia è feroce e tende ogni minuto che passa a peggiorare. Noi l’abbiamo vissuta e continuiamo a viverla sulla nostra pelle; quando è nato questo progetto, su iniziativa della “curva”, non ci hanno pensato due volte a mirare e colpire la parte più rappresentativa, con la speranza di farci soccombere prima ancora di cominciare. Fortunatamente siamo stati tenaci e, con la consapevolezza che le guerre si vincono più con la testa che con la forza, siamo andati avanti. Abbiamo ancora tanti Daspo da smaltire, ma non ci siamo mai persi d’animo e, nonostante le difficoltà, abbiamo guardato sempre l’orizzonte senza mai chinare la testa!

Non sappiamo se può essere una risposta efficace, sicuramente “IL CALCIO POPOLARE” è una valida alternativa che ti permette di essere anche più lucido e consapevole, ti permette di fare anche un viaggio introspettivo e capire anche quali erano i tuoi limiti.

COSA CONSIGLIERESTI AD UN GRUPPO DI PERSONE CHE VORREBBERO INTRAPRENDERE UN PERCORSO SIMILE

Pazienza, tanta pazienza, voglia di mettersi in gioco ed oltrepassare i propri limiti mentali, senso del sacrificio, lo stesso che viene chiesto ai ragazzi che scendono in campo. Lungimiranza, prospettiva, programmazione, organizzazione oltre ad un’infinita passione che ti deve permettere di superare i momenti difficili e bui (quasi sempre) e vivere con estrema felicità i momenti belli.

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