Tifosi e partecipazione attiva: il caso del Bath City FC. Dalla fanownership alla “golden share” ai tifosi

Il ricorso alla Golden Share(e diritti speciali) non è nuovo nel calcio inglese, diversi club, spesso dopo operazioni post salvataggio e un periodo transitorio sotto il controllo dei tifosi hanno scelto questa via per garantire un bilanciamento tra influenza del territorio e ambizioni sportive attraverso investimenti esterni(qui le vie di influenza dei tifosi). Su queste pagine ad esempio abbiamo parlato dei casi del Wycombe Wanderers FC, per anni sotto il controllo dei tifosi(qui Il caso di successo del Wycombe Wanderers FC), e del Torquay United AFC, salvato con la collaborazione tra tifosi e imprenditori che hanno mantenuto un’ottima relazione e conferito all’organizzazione dei tifosi speciali poteri sanciti dallo statuto(qui Golden Share, rappresentanti nel CdA e poteri di veto. Il caso del Torquay United AFC e del Torquay United Supporters Trust).

Ieri si è aperto ufficialmente un nuovo capitolo per il Bath City FC. Con il passaggio formale delle quote alla Bath City Holding Company, il club si lascia alle spalle quasi dieci anni di gestione basata interamente sulla proprietà popolare(qui I Community Club nel Regno Unito e Irlanda), avviata nel 2017. A subentrare è una cordata composta da circa 50 investitori internazionali, guidata dal manager del settore tech e mobile entertainment Andrew Stalbow, il quale assume la carica di nuovo presidente esecutivo.

L’operazione, ratificata ad agosto con un plebiscito del 96% di voti favorevoli da parte dei membri della Bath City Supporters Society, garantisce un round di finanziamenti iniziale (seed round) pari a circa 6 milioni di sterline. L’organizzazione di tifosi deteneva circa il 56% del club, con il restante 44% in mano a piccoli investitori, circa il 90% ha accettato la proposta di acquisto del nuovo consorzio dando il via libera all’operazione.

Tra i protagonisti di questa nuova fase spicca anche un ambasciatore d’eccezione: Curt Smith, celebre co-fondatore e voce dei Tears for Fears, cresciuto proprio nel quartiere di Twerton e da sempre visceralmente legato ai colori bianconeri.

Il piano industriale punta a un deciso rilancio dopo la recente retrocessione nella Southern League Premier Division South. Le priorità individuate comprendono l’ammodernamento dell’impianto di Twerton Park, il potenziamento delle infrastrutture, investimenti mirati per la prima squadra maschile e femminile, e, sul lungo termine, il ritorno nel calcio professionistico della Football League.

Il nuovo assetto societario e la “community share”

Per cogliere la portata della svolta, è necessario analizzare il cambiamento nella governance. Nel 2016, la supporters society era riuscita a raccogliere 365.000 sterline attraverso la partecipazione collettiva, arrivando a controllare circa il 56% delle azioni ordinarie. Tuttavia, di fronte alle sfide economiche sempre più complesse del calcio moderno, la stessa società ha scelto di cedere la maggioranza commerciale ai nuovi investitori per assicurarsi i capitali indispensabili alla sopravvivenza e allo sviluppo del club.

I principali successi e traguardi raggiunti in questi anni comprendono:

  • Salvataggio e protezione del club: Il successo fondante risale al 2016–2017, quando la Big Bath City Bid e la Supporters Society riuscirono a raccogliere circa 365.000 sterline tramite crowdfunding e azionariato popolare, salvando la società dal fallimento o da una crisi finanziaria irreversibile e traghettandola verso un modello di democrazia partecipativa.
  • Radicamento e coesione sociale nel territorio: Sotto la proprietà dei tifosi, il club ha stretto un legame fortissimo con la comunità locale attraverso la Bath City Foundation, lanciando programmi di grande impatto sociale (come l’iniziativa Reconnecting Twerton per combattere la solitudine e promuovere l’attività fisica nei quartieri più fragili).
  • Crescita delle presenze allo stadio: Grazie a politiche inclusive — tra cui partnership con il Roper Trust per distribuire biglietti gratuiti alle famiglie in difficoltà economica e serate universitarie a prezzi popolari — Twerton Park è tornato a riempirsi, invertendo nettamente il trend negativo del periodo pre-2017.
  • Sostenibilità e gestione etica: La gestione dal basso ha garantito per quasi un decennio la sopravvivenza del club in un calcio moderno economicamente ostile, mantenendo i conti trasparenti e preservando i valori storici, l’indipendenza e la dignità sportiva della squadra senza dipendere da singoli mecenati.

A fronte della cessione del capitale economico, alla supporters society è stata attribuita una speciale community share. Non si tratta di una quota concepita per generare profitti o dividendi finanziari, bensì di una vera e propria golden share giuridica e non monetaria. In questo modo, i tifosi passano da semplici attori commerciali a custodi permanenti dell’identità del club. Nel Regno Unito e in Irlanda ormai un fenomeno molto sviluppato e pieno di casi e storie interessanti, non solo iniziative ‘dal basso’ ma di recente con l’introduzione dell’Independent Football Regulator un ruolo di protagonista attivo riconosciuto dal mondo istituzionale(qui Dalla Fan-Led Review all’Independent Football Regulator: come i tifosi si stanno riprendendo spazio nel calcio inglese).

Per approfondire:

Le specifiche dell’accordo: il ruolo della supporters society

I tifosi organizzati non escono affatto di scena, ma conservano un’influenza strutturale rigida e senza precedenti per una società non più gestita direttamente dal basso, basata su tre pilastri legali fondamentali:

  • Un seggio nel consiglio d’amministrazione: Il presidente pro tempore della supporters society entra di diritto nel nuovo board dei direttori, prendendo parte attiva ai processi decisionali e operativi di tutti i giorni.
  • Protected rights deed (atto dei diritti protetti): Rappresenta il nucleo legale dell’intesa. Questo accordo formale riconosce alla società un diritto di veto assoluto (prior consent) mediante un meccanismo di blocco vincolante (locking mechanism). Di conseguenza, i nuovi soci di maggioranza non potranno mai modificare unilateralmente i tratti identitari del Bath City FC, tra cui:
  • Il nome ufficiale della squadra.
  • I colori sociali tradizionali (le iconiche strisce verticali bianche e nere).
  • Lo stemma e l’identità visiva del club.
  • La cessione o il trasferimento definitivo della squadra al di fuori del distretto calcistico locale.
  • Inalienabilità e trasparenza: La community share è legata in modo indissolubile alla supporters society: non può essere venduta, scambiata sul mercato né pignorata da terzi o da futuri creditori in caso di difficoltà della proprietà principale. Inoltre, lo statuto garantisce alla tifoseria un diritto di consultazione obbligatorio e l’accesso tempestivo ai libri contabili prima di ogni assemblea straordinaria.

Grazie a questa transizione, il Bath City FC trasferisce il peso finanziario e il rischio d’impresa sui nuovi partner globali per puntare al salto di categoria, blindando al contempo la propria tradizione e la propria anima nelle mani di chi ha sempre sostenuto la squadra dagli spalti.

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